Transizione ecologica

Economia circolare: Ignazio Capuano delinea le nuove sfide di Burgo Group

Intervistato da First Online, Ignazio Capuano, CEO del Gruppo, riassume gli impegni di Burgo che coniugano sviluppo e responsabilità: “tutelare il futuro è un obbligo”.

Ignazio Capuano

I 150 milioni di euro stanziati tra il 2018 e il 2020 nel progetto di rinnovamento delle sedi di Verzuolo e Avezzano e per l’investimento sui nuovi cucitori di Ardennes confermano la svolta “green” del Gruppo che rientra a pieno titolo nel novero delle aziende che hanno sposato integralmente i principi dell’economia circolare e che lancia la sfida per la ripartenza post Covid in chiave totalmente ecosostenibile. Lo ribadisce il CEO Ignazio Capuano, nell’intervista rilasciata al giornale web indipendente First Online, lo scorso 10 aprile 2021.

“Il Gruppo Burgo ha da tempo avviato una politica produttiva che coniuga le esigenze dei propri clienti con quelle ambientali. In questa prospettiva si inseriscono gli interventi maggiori di questi ultimi anni, che hanno visto l’impegno del nostro gruppo nell’ampliare la produzione di prodotti riciclati”.

E proprio sulla produzione “bio” è impegnata l’attività di ricerca industriale di Burgo: il mercato delle carte speciali si è dimostrato più resiliente alle congiunture economiche. Da segnalare inoltre l’espansione e la ricerca sui materiali legati al food delivery, sia per i cibi freschi che per quelli da riscaldare al forno.

“L’economia circolare rappresenta sempre più un’opportunità per le imprese, non solo per tutelare le risorse naturali ma anche come strumento di crescita. Più del 40% delle aziende italiane ha già introdotto, nel packaging utilizzato per i propri prodotti, degli imballaggi composti integralmente da materiale riciclato. Inoltre un’azienda italiana su tre offre sul mercato prodotti che sono riciclabili per oltre il 70% del materiale che li compone. La tendenza rappresenta chiaramente il potenziale dell’economia circolare”.

Burgo ha anche aderito alla “4evergreen Alliance”, iniziativa che mira a rafforzare il contributo degli imballaggi a base di fibre in un’ottica di sostenibilità che minimizza gli impatti ambientali delle lavorazioni industriali. L’obiettivo a medio lungo termine è raggiungere un tasso di riciclaggio del 90% per gli imballaggi a base di fibre entro il 2030.

Per fortuna oggi si è di fronte a una crescente cultura, socialmente trasversale, che cerca di conciliare le necessità umane e sociali del vivere tecnologico con quelle ambientali. Se produrre valore economico è un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri stakeholder, creare valore sociale e tutelare il futuro è un obbligo che volontariamente abbiamo assunto verso noi stessi, ma soprattutto verso le generazioni future”.

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