Il progetto di riconversione al containerboard

Burgo Containerboard: un investimento convinto per l'innovazione sostenibile

Tra il 2018 e il 2020, il Gruppo ha perfezionato il riposizionamento strategico del suo portafoglio prodotti. In questo senso è stata fondamentale la riconversione degli stabilimenti di Avezzano e di Verzuolo con il passaggio alla produzione di materiali per il cartone ondulato per l’industria dell’imballaggio.

La riconversione al containerboard testimonia lo spirito di iniziativa e imprenditorialità del Gruppo, che fa il suo ingresso in un settore in espansione. Il mercato del containerboard, infatti, presenta in Europa un tasso di crescita positivo, che si prevede possa aumentare con i cambiamenti strutturali della domanda di imballaggi legati all’e-commerce e al graduale maggior uso di materiali “bio”, in sostituzione di quelli di derivazione fossile.

Un investimento da 95 milioni di Euro

Il progetto è iniziato con il riavvio della linea 2 di Avezzano nel 2018 ed è proseguito con la conversione della PM9 di Verzuolo nel 2019.
Sono circa 20 i milioni di euro investiti presso lo stabilimento di Avezzano, dove la riattivazione e la conversione della linea 2 alla produzione di containerboard hanno permesso di reintegrare 132 posti di lavoro.
La riconversione dello stabilimento di Verzuolo ha invece richiesto un investimento complessivo di circa 75 milioni di Euro, cifra che rappresenta il più grande investimento del Gruppo dopo quelli effettuati a inizio degli anni 2000.

Un contributo alla sostenibilità

Gli interventi nei siti di Avezzano e Verzuolo fanno entrare il Gruppo in un segmento produttivo cartario che si caratterizza per un alto tasso di utilizzo di materie prime riciclate, incrementando così il contributo alla circolarità delle risorse.
Come materia prima, Burgo Containerboard utilizza fibre secondarie, cioè carta da macero proveniente dalla raccolta differenziata, dal recupero di imballaggi e da sfridi di lavorazione.
Le soluzioni di packaging in cartone ondulato realizzate con le carte BCB, una volta esaurita la loro funzione, possono essere destinate al riciclo per essere nuovamente utilizzate come materia prima.

Una parte importante del progetto di riconversione dello stabilimento di Verzuolo è stata riservata all’innovativo impianto destinato alla lavorazione e alla selezione degli scarti. L’obiettivo è duplice: il recupero della componente fibrosa e la minimizzazione dei quantitativi di rifiuto di prodotto, con effetti positivi anche in termini di approvvigionamento sostenibile e responsabile. Ne derivano infatti:

  • un aumento della quantità di materia prima proveniente dall’Italia, con riflessi positivi sull’economia locale (la carta da macero utilizzata ha origine prevalentemente italiana);
  • un incremento del consumo di macero che contribuisce a sviluppare la circolarità delle risorse all’interno del Gruppo.

 

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