Sostenibilità e sviluppo

Lo stabilimento di Verzuolo e la circular economy

La riconversione al containerboard dello stabilimento di Verzuolo, completata a gennaio 2020, mostra la volontà del Gruppo di raccogliere la sfida dell’economia circolare: minore consumo di materie prime vergini, sviluppo delle filiere locali di riutilizzo degli scarti, riduzione dei rifiuti non destinabili al recupero.

Lo stabilimento di Verzuolo è uno degli stabilimenti storici del Gruppo. Venne fondato nel 1905 e nel corso del tempo ha ospitato in successione nove linee di produzione di carta per utilizzi diversi. La PM9, capace di battere per due volte il record mondiale di velocità nella produzione del patinatino (il secondo record fu di 1.904 metri al minuto equivalenti a circa 114 km/h), ha fatto di Verzuolo uno degli stabilimenti di riferimento dell’industria cartaria europea.

Oggi stabilimento e PM9 sono stati convertiti alla produzione del containerboard: un investimento  strategico in un settore in espansione e indirizzato all'ottimizzazione dell’utilizzo della materia prima e alla riduzione dei consumi energetici.

Il progetto ha previsto la demolizione di edifici già esistenti che ospitavano attività dismesse, per lasciare spazio alla costruzione di un edificio che ora ospita un reparto di spappolatura della carta da macero proveniente da piattaforme di selezione italiane.

Lavorazione e selezione della carta da macero permettono di recuperare la componente fibrosa e minimizzare i quantitativi di rifiuti prodotti durante il processo, così da ridurre la dipendenza dall’estero per quanto riguarda le materie prime e ottenendo una riduzione significativa dei consumi energetici unitari.

Rispetto all’assetto storico dello stabilimento, in cui si faceva uso di cellulosa e legno, nel nuovo processo produttivo si utilizza quindi carta da macero in balle provenienti dalla selezione a valle della raccolta differenziata.

Al fine di minimizzare l’impatto ambientale, gli scarti di produzione sono sottoposti a una successiva lavorazione per il recupero della fibra e la selezione dei componenti di scarto che possono essere a loro volta avviati al riciclo (plastica e metalli).

Il superamento del paradigma di economia lineare in favore di un sistema più circolare offre così l'opportunità di considerare la sostenibilità ambientale e il rispetto del territorio come leve positive per la crescita della comunità locale: emerge infatti chiara la scelta aziendale di continuare a investire nella provincia di Cuneo, portandovi innovazione e crescita economica alla luce del potenziale e della professionalità del territorio.

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