Acqua e carta: una risorsa strategica per l'economia circolare

Acqua ed economia circolare: una sfida che riguarda tutta l'industria
La crescente pressione sulle risorse naturali e l'instabilità degli approvvigionamenti stanno rendendo sempre più evidente il legame tra sostenibilità, sicurezza e competitività industriale.
È uno dei messaggi emersi dalla Conferenza nazionale sull'economia circolare tenutasi il 14 maggio 2026, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e promossa dal Circular Economy Network (CEN).
Nel suo Rapporto 2026 – stampato su carta Burgo Group – il CEN evidenzia come una maggiore circolarità dell'economia rappresenti oggi non solo una scelta ambientale, ma anche una necessità strategica per ridurre la dipendenza dalle materie prime e aumentare la resilienza dei sistemi produttivi. In questo contesto, l'acqua assume un ruolo centrale. Secondo il rapporto, circa il 30% del territorio europeo è soggetto ogni anno a fenomeni di scarsità idrica stagionale, una quota che supera il 70% nelle regioni dell'Europa meridionale durante i mesi estivi.
L'efficienza idrica nel settore cartario
Per l'industria della carta, l'acqua rappresenta una risorsa essenziale del processo produttivo. Negli ultimi decenni il settore ha investito in tecnologie e impianti capaci di migliorare significativamente l'efficienza nell'utilizzo della risorsa idrica.
Durante la conferenza, nel corso della sessione La gestione circolare delle risorse idriche, Valerio Forti, Direttore HSE di Burgo Group, ha ricordato come il consumo medio di acqua per tonnellata di carta prodotta sia passato da circa 100 m³ negli anni Ottanta a circa 26 m³ per tonnellata oggi.
Un risultato reso possibile dall'evoluzione dei processi industriali e dalla crescente integrazione dei sistemi di trattamento e riutilizzo dell'acqua di processo, che consentono di limitare gli scarichi alle sole eccedenze e di ridurre progressivamente i prelievi.

Oltre il riciclo: il valore del recupero delle risorse
Quando si parla di economia circolare, il tema del recupero delle materie prime è spesso associato al riciclo dei prodotti a fine vita. Tuttavia, la circolarità può svilupparsi anche all'interno dei processi produttivi.
Nel settore cartario, un esempio concreto è rappresentato dal recupero delle fibre contenute nei fanghi di processo e dalla loro re-immissione nel ciclo produttivo. Una pratica che consente di valorizzare materiali che altrimenti diventerebbero scarti, contribuendo a un utilizzo più efficiente delle risorse.
Lo stesso Rapporto del Circular Economy Network sottolinea come il recupero di materia stia assumendo un ruolo sempre più strategico per ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la competitività industriale europea.
Innovazione e regole per affrontare le sfide future
La transizione verso una gestione sempre più efficiente delle risorse richiede investimenti, innovazione tecnologica e un quadro normativo capace di accompagnare il cambiamento.
Nel caso delle risorse idriche, le nuove direttive europee in materia di tutela delle acque, depurazione e riuso stanno accelerando l'evoluzione dei processi industriali. Allo stesso tempo, emerge l'esigenza di regole che tengano conto delle specificità dei diversi comparti produttivi e che favoriscano l'adozione di soluzioni innovative.
Per il settore cartario, la sfida consiste nel continuare a migliorare l'efficienza nell'uso dell'acqua, garantendo al tempo stesso qualità, affidabilità dei processi e competitività industriale.
Una risorsa da valorizzare
L'Italia è oggi uno dei Paesi europei con i migliori risultati in termini di economia circolare: il tasso di utilizzo circolare di materia ha raggiunto il 21,6%, il valore più elevato nell'Unione Europea.
Mantenere e rafforzare questa posizione significa continuare a investire nell'uso efficiente delle risorse, nel recupero di materia e nell'innovazione dei processi produttivi. In questo percorso, la gestione dell'acqua rappresenta non solo una questione ambientale, ma una leva strategica per il futuro dell'industria.

