Glossario / P

Pannello di fibre 
Pannello realizzato con trucioli di legno sfibrati, utilizzato come pannello per edilizia.

Pannello di fibre non compresso 
I pannelli di fibre non compressi sono cartoni morbidi, ad alto spessore, ad effetto feltro. Vengono utilizzati per rivestimenti protettivi, carta per coperture, sottobicchieri da birra, cartoni da imballaggio e flani in cartone.

Pannello truciolare/Cartone grigio 
Cartoncino realizzato con pasta di carta straccia, grezzo o lisciato a macchina, anche rigato su uno o su entrambi i lati, o non rigato.

Parte umida 
Prima parte della macchina continua fino alla sezione di essiccazione.

Pasta chemitermomeccanica (CTMP) 
Pasta di cellulosa chemitermomeccanica prodotta mediante il trattamento di trucioli di legno con sostanze chimiche (di solito solfito di sodio) e vapore prima della sfibratura meccanica.

Pasta di nodi 
Cellulosa realizzata con gli scarti derivanti dalla vagliatura della cellulosa chimica.

Pasta di viscosa 
Pasta per trasformazione chimica, destinata alla fabbricazione della viscosa.

Pasta meccanica pretrattata con vapore 
Cellulosa meccanica (con pasta legno) prodotta tramite macinatura di tronchi pretrattati con vapore.

Pasta straccio 
Componente primordiale nella fabbricazione della carta ottenuto dalla macerazione di stracci di fibre vegetali (cotone, lino, canapa).

Patina (a patinatura) 
Impasto di pigmenti e adesivi applicato su di una o tutte due le superfici del foglio durante il processo di patinatura. La scelta dei pigmenti utilizzati determina il grado di liscio, lucido, opacità, stampabilità e resa cromatica degli inchiostri da stampa.

Patinatino (LWC) 
Si tratta di carta patinata leggera, destinata alla stampa in bobina (rotocalco o rotooffset), caratterizzata dalla bassa grammatura (35–70 g/m²) e da un supporto contenente pasta meccanica. Più comuni sono le versioni lucide, ma sono apprezzati anche patinatini matt, caratterizzati da una superficie vellutata non riflettente. Il campo di utilizzo più comune è la stampa di periodici, cataloghi e stampati commerciali.

Patinatura a secco 
Metodo di patinatura in cui viene applicato un legante alla superficie della carta, seguito da un pigmento per patina a secco.

Patinatura fuori macchina 
Patinatura della carta con una patinatrice a parte.

Patinatura in macchina 
Patinatura della carta nella macchina continua.

Patinatura leggera 
Patinatura applicata nella misura di 7–10 g/m² su uno o su entrambi i lati della carta.

Patinatura per emulsione 
Patinatura della carta con un’emulsione contenente plastica o resina.

Particelle 
Impurità solide volatili come quelle presenti nelle emissioni gassose (solfato di sodio, calce, carbonato di calcio o fuliggine).

Perdita da disinchiostrazione 
Perdita involontaria di materiale solido dalla cellulosa nel corso della disinchiostrazione (di norma, dal 10 al 40%).

Perdita di fibra 
Perdita di materiale fibroso nella lavorazione della cellulosa e della carta.

Pasta per trasformazione chimica 
Una qualità di cellulosa chimica utilizzata, ad esempio, per la produzione di fibre di acetato e viscosa e di pellicole di cellulosa.

Pergamena 
Pelle di animale (vitello, capra, pecora) fatta macerare nella calce, successivamente tesa su un telaio, rasata, levigata, tagliata, resa molto sottile, quindi usata durante il Medioevo come supporto scrittorio. È molto probabile che la sua denominazione sia connessa con la biblioteca di Pergamo, a cui ha dato forte incremento il re Eumene II (II secolo a.C.), dove la pergamena fu usata più che altrove, mentre predominava l’uso del papiro. Per la compilazione dei libri, in Occidente, l’uso della pergamena cominciò a diffondersi nel III–IV secolo d.C., diventando l’unico materiale di supporto per la scrittura, dal V al XIII secolo. Unico strumento di scrittura era il càlamo, una cannuccia temperata più o meno sottile, secondo il tipo di scrittura, mentre gli inchiostri, erano variamente composti: acido gallico, nero fumo, ed anche minio e cinabro (a formare il rosso).

Pergamena vegetale 
La pergamena vegetale, spesso anche denominata carta pergamena, è un materiale da imballaggio estremamente puro, impermeabile al grasso ed avente una resistenza particolarmente elevata all’essiccazione, oltre che resistenza ad umido. Viene realizzata con cellulosa chimica assorbente, pura e bianchita, in un processo speciale facente uso di acido solforico concentrato.

Peso base 
Vedi Grammatura.

"PGW" 
Vedi Cellulosa a pressione con pasta legno.

Pigmentazione 
Patinatura della carta con un agente chimico (pigmento) per ridurre la porosità superficiale ed aumentare l’opacità.

Plastificante 
Agente miscelato nel bagno di patina per conferire una patinatura maggiormente flessibile.

PM (Paper Machine) 
Macchina continua. Macchina per la produzione in continuo di un nastro di carta partendo da un impasto fibroso.

Porosità 
Proprietà strutturale della carta rispecchiata dalla granulometria dei pori.

Potere riflettente 
Capacità della carta o del cartone di riflettere la luce; una misura della brillantezza.

Prodotto sfuso 
Un prodotto realizzato in serie, venduto in grandi volumi senza specifiche individuali, di solito conforme ad una normativa. Ad esempio, carta da giornale.